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Telecom Italia: il futuro passa dall'IT
L’Information technology è un fattore abilitante per facilitare il passaggio da un modello caratterizzato da una dicotomia fisso mobile a un modello di business che invece sia centrato sull’univocità del cliente. Quali sono le strategie di Telecom Italia relativamente all’Information technology? Efficienza ed efficacia sono gli obiettivi da raggiungere. Di questo abbiamo parlato con Giovanni Chiarelli, responsabile dell’Information technology di Telecom Italia.Utilizzate tecnologie e piattaforme open source?Ci sono diverse chiavi di lettura, la prima riguarda i software del layer di esecuzione. In particolare utilizziamo sistemi open source per esempio nella fascia application e Web server e in contesti non mission critical viene utilizzato My Sql come Rdbms invece che Oracle.Esiste inoltre un secondo aspetto che riguarda i software applicativi, dove l’approccio è differente perché in tal caso bisogna considerare l’impatto sugli utenti, in termini di modifiche delle loro abitudini e delle loro modalità di utilizzo, noi stiamo intraprendendo due strade promettenti, l’una legata al mondo dei servizi al mercato nella quale abbiamo notato che particolari aree applicative sono configurabili come Software as a Service che noi vogliamo interpretare con una logica che, con un neologismo, si potrebbe dire net centric, ovvero capacità di erogare risorse informatiche dai nostri data center principali e da centri servizi regionali sfruttando il backbone ottico per rendere disponibili queste risorse in modo capillare.L’altra opportunità è quella di costruire su questa infrastruttura dei servizi applicativi general purpose soprattutto con un focus sulle Pmi colmando un grande gap tecnologico che pone l’Italia tra i fanalini di coda per quanto riguarda l’uso dell’informatica in ambito aziendale. In un approccio del genere dovendo offrire dei servizi tipo Crm, sistema documentale, Erp a basso costo, è ovvio che la scelta dell’open source può essere quella vincente.
EUROPA e COPYRIGHT: e mmo' so razzi amari!
Lunedì 07/07/08 la bellissima nazione EUROPA, voterà per una triplicle fregatura a discapito della libertà di espressione: se approvata sembra che l'autorità giudiziaria verrà bypassata a favore di terze figure PRIVATE che potranno indiscriminatamente imporre "misure tecniche" tese alla filtratura e alla sorveglianza. A seguito delle regole imposte dalle autorità amministrative e dai detentori dei diritti (...), gli intermediari saranno obbligati a cooperare nel monitorare e sorvegliare i propri iscritti pena sanzioni amministrative. Per maggiori informazioni: ... e...
JADE:c’è vita (Open Source) nei laboratori Telecom Italia
Sviluppare software open source non è solo una prerogativa degli ambienti accademici, il Progetto JADE sviluppato all’interno dei laboratori di Telecom Italia ne è la dimostrazione. Abbiamo posto alcune domande a Giovanni Caire, Project Manager del Progetto Jade.Cosa è JADE, quali sono gli obiettivi di questo progetto? JADE (Java Agent DEvelopment framework) è un middleware per lo sviluppo di applicazioni ad agenti realizzato da Telecom Italia e distribuito in Open Source con licenza LGPL sul sito Tilab. Il paradigma della programmazione ad agenti concepisce una applicazione software come un insieme di componenti (gli agenti appunto) che concorrono al raggiungimento di determinati obiettivi. JADE è caratterizzato da:- Un runtime environment distribuito per l’esecuzione di agenti ovvero un ambiente che deve essere attivo su uno o più host prima che si possano eseguire agenti su quegli host. Tale ambiente nasconde agli agenti la loro effettiva locazione così che essi comunicano in modo del tutto indipendente dal fatto di essere attivi sullo stesso host o su host diversi. Ogni istanza del runtime environment di JADE su un dato host è detta “Container” in quanto può contenere un certo numero di agenti;- Una libreria di classi che il programmatore utilizza per realizzare agenti che potranno essere eseguiti sul runtime environment;- Una suite di tool grafici che consentono di attivare/distruggere agenti, monitorare le comunicazioni tra gli agenti e visionare lo stato interno di un agente.L’obiettivo di JADE è quello di facilitare e velocizzare lo sviluppo di applicazioni distribuite fornendo varie funzionalità indipendenti da uno specifico dominio applicativo, tra queste le principali sono:• Le astrazioni di agente e behaviour (un task eseguito da un agente);• Comunicazione peer-to-peer tra gli agenti basata sul paradigma dello scambio di messaggi asincrono;• Gestione del ciclo di vita degli agenti (attivazione, terminazione, sospensione) controllabile da remoto; • Meccanismi di discovery degli agenti al runtime basati sulle caratteristiche e sui servizi offerti. Quale piattaforma di sviluppo avete utilizzato? JADE è realizzato totalmente in Java Standard Edition e il programmatore che sviluppa applicazioni basate su JADE (ovvero agenti che saranno eseguiti sul runtime environment di JADE) lavora al 100% in Java.Quali sono i problemi che avete incontrato? Sicuramente il fatto di sfruttare un paradigma avanzato come quello degli agenti ha favorito la diffusione di JADE nell’ambiente accademico e in ambito R&D, ma al contempo ha costituito un limite alla sua adozione nel mondo dell’industria a vantaggio di framework più tradizionali e già affermati. Solo recentemente si comincia a vedere un uso significativo in ambito commerciale. La stessa Telecom Italia, che oggi ha due applicazioni mission critical basate su JADE nel mondo della gestione della rete e dell’assistenza ai tecnici in-field, ancora due anni fa lo utilizzava solo per lo sviluppo di prototipi. (continua...)
Dialers: l'Antitrust vieta a Telecom di distaccare l'utenza telefonica per le megafatture non pagate dagli utenti
Si tratta delle chiamate a numeri particolari, a causa dell’installazione, durante la navigazione in internet, di “dialers” sull’hardware dell’utente a sua insaputa.Il Garante per la Concorrenza ha inibito a Telecom di sospendere le utenze per fatture non pagate ma contestate dagli utenti. Qui, il testo integrale del provvedimento cautelare adottato dall'Antitrust a tutela di chi naviga in internet.
[OT]Telecom:radicale riorganizzazione delle infrastrutture tecnologiche e di rete
Nasce “Open Access”, la struttura che, all’interno della nuova direzione Technology & Operations, gestirà in modo indipendente e trasparente tutta la rete d’accesso di Telecom Italia. L’attività di “Open Access” sarà completamente autonoma e separata da quella delle funzioni commerciali del Gruppo. Creata la nuova figura del Chief Information Officer. Articolo integrale su datamanager.it
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