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La licenza di Open XML (Open Specification Promise) non garantisce gli sviluppatori GPL
Alla fine è arrivata la conferma ufficiale, Open XML è diventato ufficialmente uno standard ISO, ed anche se la UE ha già aperto un fascicolo circa le modalità che hanno portato all’approvazione di OOXML come standard io credo che ormai i giochi siano definitivamente chiusi. Sull’argomento ho già scritto un articolo di approfondimento appena due giorni fa, vi consiglio di leggerlo perché il documento che vi presenterò oggi (formalmente una traduzione di quanto scritto dal Software Freedom Law Center) tratterà le possibili implicazioni legali cui potrebbero incorrere gli sviluppatori che utilizzano licenze GPL qualora decidessero di utilizzare lo standard Microsoft nei loro software.
Il voto per la standardizzazione di OOXML: segnalate irregolarità.
Girano molte notizie in questi giorni in merito al formato Open Xml creato da Microsoft per contrastare l’ascesa di Open Document Format, il formato aperto e libero che da tempo è standard ISO e che viene utilizzato dalla suite OpenOffice
e da altri applicativi meno conosciuti. Tra queste notizie la più
importante è che probabilmente Open XML alla fine ce la farà, diventerà
un formato approvato dall’ISO, quella più clamorosa invece è che, secondo quanto riportato da Slashdot in più articoli (qui, qui, qui e qui), da Groklaw, Foobar, nonché da molti altri siti web,
il processo di approvazione del formato sarebbe stato macchiato, sempre
secondo queste fonti, di qualche irregolarità, tanto che il voto in
Norvegia probabilmente sarà impugnato.
Tecniche da siti porno per favorire OOXML?
Titolo strano, ma è quello che è veramente successo due giorni fa, in occasione del primo Document Freedom Day, una sorta di celebrazione della promozione e uso di formati (veramente) aperti per i nostri documenti
ODF contro OOXML: la guerra dei formati continua
Dal punto di vista informatico e ICt più in generale, Febbraio è stato un mese abbastanza rovente. Non solo per quanto riguarda il rilascio di nuovi prodotti hardware e software ma anche in relazione ai brevetti, in particolare quelli legati al formato dei documenti.Per la cronaca, tutto è cominciato quando è venuto fuori che alcuni prodotti IBM supportano OOXML, il formato per i documenti sviluppato da Microsoft. In particolare OOXML è supportato all'interno del database DB2 9 pure XML, e in almeno altri quattro prodotti della stessa azienda.
OOXML, una tempesta su ISO
Standard ISO sì, standard ISO no: è presto per dirlo. Certo, a giudicare da quanto emerge dalle dichiarazioni di alcuni degli oltre 120 delegati di 37 paesi presenti la scorsa settimana a Ginevra per il ballot resolution meeting (BRM), convocato da ISO per discutere gli ultimi dettagli sulla procedura di approvazione rapida (fast track) di OOXML, la situazione è piuttosto complicata: e per la proposta di standard DIS 29500, vale a dire per OOXML stesso, tira aria di tempesta.
Google: OOXML è insufficiente e non necessario
Dal blog ufficiale di Google arriva un pesante giudizio sul formato proposto come standard da Microsoft per i documenti elettronici: OOXML esiste solo per necessità della suite Microsoft Office
IBM: OOXML è “tecnicamente inferiore”
E’ questo quello che si apprende leggendo un articolo di arstechnica.com risalente alla giornata di ieri, dove vengono messe a confronto le posizioni dei due colossi americani, attraverso le parole di Nico Tsilas, Microsoft’s senior director of interoperability and IP policy, e di Bob Sutor, vice presidente per gli standard e l’open source per IBM.
Come metto il PLIO tra ODF e OOXML in 10 mosse
Da quando lo conosco ho sempre apprezzato molto tutte i comunicati stampa del PLIO, il Progetto Linguistico Italiano OpenOffice.org. Nella contesa per il riconoscimento come standard, i volontari dell’associazione fanno un’analisi accurata del rapporto non troppo imparziale di Burton Group sui due formati per i documenti.
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