Unity Linux: finita la prova su strada. Rilasciata la versione stabile 2010.

unity3.png Ecco alcuni fatti riguardo a Unity Linux in ordine sparso: * Derivata da Mandriva. * Dimensione: Unity Linux in sé non produrrà release per gli utenti finali * Lingue: il progetto di traduzione sarà fondato sulla comunità e non è stato ancora formato * GUI: Unity in sé non produrrà release per gli utenti finali * Programmi: crescono troppo velocemente in numero per essere elencati… dai uno sguardo al nostro WebSVN * Gestione dei pacchetti: Smart + RPM5 * LiveCD: al momento, tutte le distribuzioni basate su Unity Linux saranno LiveCD * Manuali, documentazione: la nostra wiki * Mirror: abbiamo numerosi mirror in tutto il mondo – dai uno sguardo alla lista completa dei mirror * Obiettivo principale: fornire una base comune per altre distribuzioni Alcune distribuzioni basate su Unity Linux: * Granular Linux * Synergy Linux * Producer Edition Linux * TinyMe Linux * TinyFlux Linux * Unity e17 (un tempo chiamata PCe17OS) * Numerosi progetti di localizzazione

Scritto da linuxlandit, il 15-07-2010
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Berry Linux, distribuzione avviabile da CD, rilascia la nuova versione 1.01.

Berry1.jpg Realizzata da Yuichiro Nakada, la distro giapponese basata su Fedora, è un buon progetto anche se sembra molto "giocattolosa" e con quell'aspetto un po' fruttato che contrasta con la sobrietà di altri sistemi come Ubuntu e SIDUX, o come Slackware e Debian. Berry Linux è una distribuzione Linux avviabile da CD, con riconoscimento automatico dell'hardware e supporto per molte schede grafiche, audio e dispositivi SCSI e USB . Berry Linux può essere usata come demo di Linux, CD educazionale, sistema di recupero. Pur non essendo necessario installare nulla per vederla in azione, può essere installata su Hard Disk (necessita di 1.7GB di spazio su disco). Berry Linux è basata su Fedora. Si addice all'uso domestico per utenti esperti e non. Requisiti minimi di sistema: * CPU Intel-compatibile (i686 osuccessivi) * 20 MB di RAM in modalità testo, 96 MB in modalità grafica con KDE (suggeriti 128 MB di RAM per l'uso dei vari prodotti da ufficio) * Lettore CD-ROM di boot, o un floppy di boot e CD-ROM standard(IDE/ATAPI or SCSI) * Scheda grafica Standard SVGA-compatibile * Mouse seriale o PS/2 o mouse USB IMPS/2-compatibile La distro usa KDE come Desktop Environment e fa un largo uso di fotografie di frutti di bosco ed elementi floreali. Anche la bootsplash si avvale di icone particolari e a desktop completato, fanno mostra di se niente meno che l'icona di Internet Explorer (orrore!!!) e l'icona della mela morsicata tipica di Apple. Il desktop è affollato di icone e l'immagine dello sfondo mostra due fiori gialli un po' sfumati. L'intera distro ha un aspetto giocattoloso e un tantino bambinesco, ma quello che serve non manca.

Rilasciata Gibraltar Frewall 3.0 RC1

gibraltar_logo.jpg Annunciata come la loro miglior release di sempre, tra le novità annunciate: * web filtering basato sul controllo dinamico dei contenuti; * SSL-VPN; * Captive Portal; * modulo di amministrazione web per OpenVPN; * gestione utenti unificata basata su OpenLDAP e FreeRADIUS. Le derivate di Debian sono decine (Ubuntu in primis) ma vale la pena segnalare Gibraltar. Non è l’ennesima versione desktop della distro di Ian Murdock bensì una derivata in grado di far approntare un firewall con un normale pc servendosi di un’interfaccia grafica web based. Oltre alle funzioni di firewall utili per proteggere una rete locale Gibraltar implementa tecnologie in grado di rendere anonime le navigazioni degli utenti, sistemi di monitoraggio dell’uso della rete oltre a funzionalità di filtraggio antispam e antivirus. La versione free permette la protezione di 5 client, superato questo numero Gibraltar viene venduta con prezzi variabili in base al numero di network device che si intende connettere. Sono anche disponibili vere e proprie appliance hardware con Gibraltar preinstallata.

Scritto da linuxlandit, il 21-01-2010
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Rilasciata Bluewhite 13.0, distro Slackware, questa volta la versione è adatta anche a sistemi 64-bit

Fino a pochi giorni fa eravamo abituati a vedere Slackware e Bluewhite64 Linux come due distribuzioni praticamente uguali, ma differenziate dal target di architetture al quale si rivolgevano. A questo punto potevamo dire che Bluewhite64 Linux era un port di Slackware Linux alle architetture di processore x86_64. Col rilascio di Slackware 13.0 però le cose sono un po’ cambiate poichè per la prima volta gli sviluppatori della “madre di tutte le distro” hanno deciso di rendere disponibile una versione adatta anche a sistemi 64-bit. L’interrogativo sorge dunque spontaneo: quanto ha ancora da vivere Bluewhite64? La risposta è…molto! Il capolinea infatti sembra piuttosto lontano: i numerosi fan che questa distribuzione è riuscita ad accontentare in poco più di 3 anni di sviluppo costante potranno contare su un Kernel 2.30.5, su un aggiornato X.org 1.6.3, su KDE 4.3.1, su XFCE 4.6.1 e soprattutto sull’esperienza maturata nel vedere le cose a 64-bit.







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