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Internet Providers Invitati a Tagliare La Linea Agli Utenti Che Commettono Infrazioni

O meglio... che abbiano commesso tre infrazioni. Il problema è: come fanno a sapere se ho commesso una infrazone? E sopratutto, cosa è una infrazione? Il download di un mp3? Vedere un film in streaming? La Assoprovider spedisce al mittente (la federazione italiana dell'industria discografica) la proposta.

Scritto da Ikaro.net, il 29-04-2008
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Anche in Giappone si vuole bloccare la connessione a chi scarica file protetti da copyright.

Purtroppo sembra essere questo il nuovo trend nella lotta alla “pirateria”. Dopo la Francia e l’Inghilterra anche in Giappone si vuole far passare il principio secondo cui il miglior modo per combattere la pirateria è bloccare la connessione ad internet a tutti quelli che scaricano illegalmente materiale protetto da copyright. Unica nazione controcorrente sembra essere la Svezia, che invece propone di far pagare agli utenti una sovrattassa in base alla quantità di materiale coperto da copyright che viene scaricato da ogni singolo utente.

[OT]La virtù del degrado? (Copyright in rete)

Poche settimane prima della caduta del governo è stato promulgato un nuovo comma alla legge sui diritti d’autore, che recita testualmente: “È consentita la libera pubblicazione attraverso la rete internet, a titolo gratuito, di immagini e musica a bassa risoluzione o degradate, per uso didattico o scientifico e solo nel caso in cui tale utilizzo non sia a scopo di lucro”.Sembra incredibile, ma dopo anni di vincoli sempre più rigidi pare che si voglia fare un regalo ai patiti del filesharing, ma è proprio così? Proviamo ad immaginare lo scenario che ci si presenta: possiamo ad esempio pensare di scaricare tranquillamente da adesso una canzone di Sting o un’immagine di Angelina Jolie in vesti discinte? Vediamo di interpretare la legge: possiamo considerare queste azioni a scopo didattico o scientifico? Direi di si perché attraverso la traduzione della musica del cantautore anglosassone possiamo perfezionare il nostro inglese – quindi sul didattico siamo a posto – mentre con l’attenta osservazione della fotografia dell’attrice hollywoodiana possiamo porre le basi per una contestazione analitica della teoria evoluzionistica darwiniana, contestando alla prova dei fatti il principio della diretta discendenza dalle scimmie: impossibile mettere in relazione la bionda statunitense con la gorilla femmina del Congo, no? Quindi anche sul lato scientifico siamo a cavallo...

Scritto da DMO, il 11-03-2008
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Le case discografiche non impareranno mai: Warner Music denuncia SeeqPod

Nonostante sia ormai opinione diffusa che alcune strategie commerciali siano state la vera causa del declino dell’industria del disco le Major discografiche sembrano non voler imparare dai loro stessi errori e proseguono imperterrite per la loro strada, fatta di divieti, denuncie e persecuzioni. Molte etichette discografiche indipendenti hanno capito che il file sharing potrebbe essere un buon veicolo pubblicitario per le loro produzioni, così anche artisti di chiara fama come i Nine Inch Nails ed i Radiohead, ma le major discografiche continuano invece a denunciare senza criterio qualsiasi servizio e/o prodotto che consenta l’ascolto e la condivisione gratuita di musica. Questa volta vittima della “battaglia per la difesa del copyright” è Seeqpod.

L'ideatore delle Creative Commons lancia un progetto contro le potenti majors americane

I blog americani dedicati alla tecnologia sono in fermento in seguito all'annuncio di una possibile candidatura al Congresso degli Stati Uniti di Lawrence Lessig, professore di diritto costituzionale presso la Standford University, esperto di diritto d'autore e creatore delle licenze Creative Commons. Lessig nei mesi scorsi aveva annunciato la propria decisione di abbandonare la campagna in favore di un diritto d'autore "sostenibile" per impegnarsi in un progetto volto a debellare le conseguenze nefaste per la legislazione delle pressioni esercitate sui membri del Congresso dalle potenti lobbies americane.

Scritto da Fabrizio, il 20-02-2008
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La nuova politica antipirateria? Togliere la connessione a chi viola la legge.

Gli utenti internet che scaricano illegalmente musica e film protetti da copyright potrebbero perdere il loro diritto di navigare in internet, il loro account verrebbe cancellato ed il loro nome inserito in una “lista nera” di utenti che non possono accedere al World Wide Web. Questa sembra essere la nuova strada intrapresa dai governi, sotto la pressione delle Major, per contrastare il download di materiale protetto da copyright.

Brevetti: la rete renderà obsoleto il copyright

Intervista a Walden Bello economista filippino, voce critica dell’universo globale, avversario in patria della dittatura di Marcos, direttore del programma di ricerca e azione “Focus on the Global South” e professore di politiche pubbliche e sociologia all’Università delle Filippine. Nato a Manila nel 1945, intellettuale, tecnico, ma anche attivista, Walden Bello critica non solo il mercato del capitale internazionale, ma i principi fondamentali del sistema economico globale. 

Impossibile chiudere i server di The Pirate Bay?

“The Pirate Bay non è in Svezia, afferma il ventinovenne Peter Sunde Kolmisoppi, uno dei quattro ragazzi indagati dalle autorità Svedesi con l’accusa di aver diffuso materiale protetto da copyright, [ndr. The Pirate Bay]” è un sistema distribuito. Noi non sappiamo dove si trovano i server. Li abbiamo dati ad alcune persone fidate che non sapevano si trattasse di server di The Pirate Bay. Queste persone hanno poi affittato luoghi e spazi per i server da qualche parte. Potrebbe trattarsi di tre nazioni diverse, oppure di sei. Noi non vogliamo saperlo, in questo modo sarà difficile per voi riuscire a spegnerli.”

Stop al progetto: videoblog sulla proprietà intellettuale.

Ho sempre seguito con estremo interesse il progetto videoblog sulla proprietà intellettuale realizzato da Christian Biasco e Francesca Terri, tanto da effettuare l’upload di tutte le puntate su Google Video e da realizzare, qui su Doxaliber, un articolo in cui riprendevo le tematiche sollevate in ogni puntata realizzata. 

Microsoft denunciata per violazione di copyright nelle Filippine.

Le beghe relative alla violazione del copyright, come abbiamo già visto in passato e come ben ci spiega Lawrence Lessig nel primo capitolo del suo libro “Il futuro delle idee”, non sono un’esclusiva prerogativa degli utenti che utilizzano servizi di file sharing, anzi, spesso e volentieri vedono coinvolti i grandi colossi dell’industria.

Scritto da Doxaliber, il 18-12-2007
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