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Bill Gates, l'addio alla Microsoft: tocca a Ballmer, "ragazzo cattivo"!

ap_13296072_35281.jpg Strano, per Bill Gates che ha costruito un’immensa fortuna sul più impermanente e mutevole dei beni, è come se il tempo girasse in tondo, tornando sempre ad una vecchia ossessione. Lascia il campo mentre Microsoft è all’inseguimento di Google, affanna, prova a recuperare, scimmiotta la lingua degli altri. E’ lo scenario che aveva denunciato nel 1995 ai suoi uomini, appena finita una presentazione ufficiale a Las Vegas: li chiamò tutti in una sala privata - dicono le cronache e le saghe - ed elaborò sul tema del proiettile che ti uccide è quello che non vedi arrivare.Non puoi riposare, non puoi sentire di aver vinto una volta per sempre. Perché in un’industria dove il potenziale creativo è ancora così grande, può sempre nascere l’antagonista che porta una novità assoluta che ti mette fuori mercato: del resto cosa mai aveva fatto lui con i suoi tanti concorrenti? In quella sera di tredici anni fa aveva visto giusto, come quasi sempre in vita sua. Ancora più strano, ma pochi giorni fa, a Google, qualcuno ha teorizzato esattamente lo stesso pericolo per l’azienda di “don’t be evil”: non riposare sugli allori, il concorrente che ci uccide potrebbe essere già nato. Ma torniamo a lui. [...segue...]

Scritto da Paolo Secchi, il 28-06-2008
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Berlusconi vede Ballmer e gli chiede di digitalizzare l’Italia

Caspita, iniziamo proprio bene. Invece di puntare sui formati aperti e sull’opensource per il pubblico (i privati possono e devono giustamente fare quel cavolo che vogliono) sia per la trasparenza che per il risparmio di denaro (mi sembra importante vista la situazione attuale), la prima cosa cosa che fa Berlusconi con lo stanco Stanca (vi prego, non ancora lui come ministro dell’Innovazione) è di incontrare il numero uno della Microsoft Steve Ballmer e chiedergli di investire in Italia e di digitalizzare le piccole e medie imprese. Continua...

Microhoo sfida l'impero Google

E così Microsoft mette sul piatto 44,6 miliardi di dollari per comprare Yahoo e porre definitivamente le premesse per contrastare il predominio di Google nella sfera Internet. Una cifra che corrisponde a un premio del 62% rispetto al valore della share Yahoo al momento in cui è stata lanciata l'Opa da parte di Steve Ballmer, ad di Microsoft. Una cifra che rende in qualche modo blindata l'incursione della Pc company e la preserva da interventi di altre società che potrebbero avere un qualche interesse a farsi largo per mettere le mani sull'azienda di Mr Jerry Yang così come da possibili azioni attorno alle quali potrebbero attivarsi banche e società di private equity. Troppo alta la cifra proposta da Microsoft, nessuno è in grado di mettere insieme una tale somma di denaro. Ovviamente non si dà nulla per scontato, le sorprese sono sempre possibili, ma la mossa di Microsoft sembra soltanto poter prevedere un tira e molla con il board e shareholder di Yahoo al fine di alzare la posta in gioco e portare a casa il massimo possibile. Nemmeno l'antitrust potrebbe avanzare eccezioni, in quanto la posizione dominante di Google non determina alcun monopolio nella costituente Microhoo. Quest'ultima rappresenterebbe il 20-24% del mercato del search advertising e circa il 30% del display advertising, mentre Google ha una percentuale rispettivamente del 70% e del 45%.

Scritto da DMO, il 04-02-2008
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