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Come cifrare file e intere cartelle con AxCrypt
Recentemente vi ho parlato dell’importanza della crittografia
e del fatto che possa essere tranquillamente utilizzata da tutti per
proteggere i dati che reputiamo debbano rimanere riservati, oggi
vedremo come sia possibile proteggere l’accesso a file e cartelle
presenti nel nostro PC utilizzando AxCrypt, un programma gratuito e Open Source che sfrutta per l’appunto tecniche crittografiche.
Perchè vale la pena utilizzare la crittografia?
Sempre più spesso mi rendo conto che molte persone sottovalutano l’importanza delle informazioni contenute all’interno dei propri computer,
tutti tendono a proteggere in qualche modo i propri beni materiali
dimenticandosi che all’interno del nostro computer possono essere
memorizzate informazioni ancora più preziose, o comunque riservate che
nella maggior parte dei casi sono accessibili da chiunque abbia accesso
al PC.
Ad esempio solitamente i gioielli si mettono in cassaforte, oppure
si nascondono in un remoto angolo di un cassetto dove si presume che un
ipotetico ladro avrebbe più difficoltà a trovarli, le case e le auto
sempre più spesso vengono equipaggiate con antifurti d’ultima
generazione e gli esempi potrebbero continuare. Beh, forse qualcuno non
lo sa ma esiste anche il modo di proteggere i file utilizzando una tecnica chiamata crittografia.
Kcmshell privacy: eliminiamo i dati personali da Konqueror
In questa guida vedremo come fare per eliminare i dati personali da Konqueror (su KDE), ovvero come:
1) Pulire la cache delle anteprime dei file
2) Pulire la lista dei file e delle applicazioni utilizzate di recente
3) Pulire la cache temporanea dei siti web visitati
4) Pulire i valori immessi nelle form delle pagine web
5) Rimuovere i cookie impostati dai siti web
6) Pulire la cronologia dei siti web visitati
e molto altro ancora... e tutto questo con un solo comando!
Il Garante Privacy blocca la pubblicazione su internet degli elenchi dei contribuenti
Il Garante Privacy ha infine decretato lo stop alla pubblicazione in internet degli elenchi dei contribuenti, così sostenendo:"Le attuali modalità di pubblicazione degli elenchi, suddivisi in
relazione agli uffici dell'Agenzia delle entrate territorialmente
competenti, e liberamente consultabili anche con la possibilità di
salvarne una copia con funzioni di trasferimento file, attraverso il
sito web ..., non è conforme alle
previsioni normative".Qui il testo dei due provvedimenti, quello dell'Agenzia delle Entrate, che aveva dato il via alla pubblicazione on line, e quello del Garante Privacy che ha bloccato tutto.
Illecito spiare gli utenti nei circuiti P2P, ma ...sul Web?
A seguito del Provvedimento del Garante della Privacy che ieri ha deliberato che e' illecito spiare chi scambia file su internet, Telefono Antiplagio e Antiebay denunciano che invece, in base ad una ricerca del New York Times commissionata alla ComScore inc. (societa' leader a livello mondiale delle analisi sul web) e pubblicata il 10 marzo, alcune grandi aziende online come Yahoo, MySpace, AOL, Google, Facebook e Microsoft arrivano a raccogliere oltre 225 miliardi di dati personali di navigatori in un mese, che in Italia rappresentano un miliardo di informazioni riservate al giorno....
Caso Peppermint, vince la privacy degli utenti del peer to peer !
Il Garante Privacy ha appena comunicato di avere chiuso l'istruttoria avviata sul "caso Peppermint", condannando la società discografica che aveva svolto, attraverso una società informatica svizzera (la Logistep, utilizzata anche dalla società Techland con riferimento a software relativi a giochi), un sistematico monitoraggio delle reti peer to peer (P2P). Tramite l'utilizzo di software specifici, le società avevano individuato numerosissimi indirizzi IP (che identificano i computer collegati ad Internet) relativi a utenti ritenuti responsabili dello scambio illegale di file: erano poi risaliti ai nomi degli utenti, anche italiani, al fine di potere ottenere un risarcimento del danno. Qui il provvedimento di condanna del Garante Privacy !
Sicurezza e privacy: libertà o controllo?
La nostra privacy viene sempre più sacrificata in nome della sicurezza. Ma funziona davvero così? Interessante analisi condotta da Bruche Schneier.
Proteggere l'IP
Il gruppo della Commissione Europea che lavora sulle questioni di privacy e protezione dei dati personali in rete dichiara che la salvaguardia dei diritti degli utenti dei motori di ricerca potrebbe essere a rischio. Ciò su cui si sta dibattendo è la possibilità di considerare l'indirizzo Ip alla stregua di un dato personale che vada quindi protetto quanto le cosiddette informazioni sensibili dei motori di ricerca
[OT]RFID E PRIVACY
La Commissione Europea ha pubblicato una bozza di raccomandazione contenente le linee guida per l’uso delle etichette RFID – Radio Frequency IDentification -. Il testo affronta i problemi legati alla privacy ed alla sicurezza che insorgono dall’adozione di tali congegni e cerca di individuare i punti salienti per stilare una best pratice, fornendo direttive di massima a coloro che professionalmente impiegano questa procedura di riconoscimento automatico. Il propulsore di questa iniziativa è il timore del possibile sfruttamento che qualcuno potrebbe fare dei dati “catturati” nell’etere – dal monitoraggio delle abitudini del consumatore al vero e proprio furto d’identità -. Non sono stati sottovalutati neanche i rischi legati ad eventuali infezioni virali. Un gruppo di ricercatori olandesi - un paio di anni fa – ha, infatti, dimostrato come un solo RFID contaminato da un virus si sia propagato ad un intero sistema informativo. A cura di Davide Mancini, ispettore della Guardia di Finanza, responsabile dell’Unità Computer Forensic del GAT Nucleo Speciale Frodi Telematiche
Le mani in pasta ovunque
In questi giorni abbiamo letto un po' ovunque il varo del nuovo servizio di Google: Google Health. Brevemente: questo nuovo progetto, realizzato in collaborazione con la Cleveland Clinic, darà ai pazienti la possibilità di conservare prescrizioni, diagnosi e quant'altro sia necessario conservare, garantendo totale privacy. Questa iniziativa parte dalla Cleveland Clinic, una clinica americana, nella speranza di alleggerire e velocizzare la burocrazia ospedaliera e dei vari archivi. Il beneficio che il paziente ne ricava è evidente: un numero di "azioni" e di modulistica minore da compiere quando occorre ricoverarsi in clinica o presso un'ente ospedaliero. Personalmente mi sembra si aver già visto un'altra azienda darsi da fare così tanto nel dare servizi per i poveri utenti disgraziati e deficienti: la Microsoft.
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