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Il Garante Privacy blocca la pubblicazione su internet degli elenchi dei contribuenti

Il Garante Privacy ha infine decretato lo stop alla pubblicazione in internet degli elenchi dei contribuenti, così sostenendo:"Le attuali modalità di pubblicazione degli elenchi, suddivisi in relazione agli uffici dell'Agenzia delle entrate territorialmente competenti, e liberamente consultabili anche con la possibilità di salvarne una copia con funzioni di trasferimento file, attraverso il sito web ..., non è conforme alle previsioni normative".Qui il testo dei due provvedimenti, quello dell'Agenzia delle Entrate, che aveva dato il via alla pubblicazione on line, e quello del Garante Privacy che ha bloccato tutto.

Scritto da roberto, il 01-05-2008
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Internet Providers Invitati a Tagliare La Linea Agli Utenti Che Commettono Infrazioni

O meglio... che abbiano commesso tre infrazioni. Il problema è: come fanno a sapere se ho commesso una infrazone? E sopratutto, cosa è una infrazione? Il download di un mp3? Vedere un film in streaming? La Assoprovider spedisce al mittente (la federazione italiana dell'industria discografica) la proposta.

Francia, dal 2010 i nuovi edifici in costruzione dovranno essere ”cablati”.

La proposta è al vaglio del Governo Francese ed è stata resa pubblica il 22 Aprile 2008. A quanto pare il Governo Sarkozy intende scrivere una legge che renda obbligatoria l’installazione di cavi in fibra ottica in tutti gli appartamenti di nuova costruzione, questo per aumentare la diffusione di internet che, secondo gli studi sulla diffusione di internet in Europa, pubblicati su questo blog pochi giorni fa, vede la Francia in una posizione intermedia, dietro a Germania e Gran Bretagna, ma davanti all’Italia ed alla Spagna (che in questa particolare classifica occupa una pessima posizione).

Scritto da Doxaliber, il 28-04-2008
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Diffusione nell’utilizzo di internet in Europa: l’Italia va male, ma c’è chi va peggio.

Gfk Market ha pubblicato uno studio sulla diffusione di internet in Europa; ancora una volta l’Italia non ottiene certo risultati brillanti, ma sorprendentemente ci sono altre nazioni europee, ritenute in questo particolare momento storico più moderne ed efficenti della nostra, che in questa classifica arrancano molto più di noi. Secondo lo studio la nazione con il più alto numero di utenti internet rispetto al numero di abitanti è l’Islanda, nazione in cui circa l’88 percento della popolazione dai 14 anni in su utilizza internet con estrema regolarità.

Scritto da Doxaliber, il 16-04-2008
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AptUrl: installare i programmi direttamente dal nostro web browser

header-logo.png I sistemi Gnu/Linux dispongono di un sistema di gestione dei pacchetti che semplifica notevolmente il processo di installazione dei programmi. Uno dei più potenti gestori di pacchetti è sicuramente APT, di cui ho già parlato nell’articolo “APT e i poteri della Super Mucca“. In quel post ne avevo spiegato il funzionamento di base, illustrandone le funzioni principali. Non avevo però parlato di AptUrl, un interessantissimo progetto che ci permette di installare i programmi dal nostro web browser. AptUrl è già incluso di default in Ubuntu 7.10 e 8.04.

Scritto da koo23, il 13-04-2008
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[OT]Cittadini di Internet denuncia lo Stato Italiano

Cittadini di Internet denuncia lo Stato Italiano L’Associazione “Cittadini di Internet”, Adiconsum e A.N.O.R.C. hanno predisposto una denuncia per l’apertura di una procedura d’infrazione per inadempimento delle norme comunitarie su PEC, firma elettronica e fatturazione elettronica.

I motivi di un redesign (Parte 2/2)

Seconda puntata di I motivi di un redesign. Vengono analizzati altri tre motivi per cui si rende necessaria un’operazione di redesign. Il primo dei tre ragiona sull’importanza degli utenti, come loro vedono il nostro sito, come loro vorrebbero le nostre pagine. E’ fondamentale ascoltare i loro consigli, percepire i loro desideri (provare ad anticiparli), capire le loro insoddisfazioni. Il secondo motivo riflette sul traffico generato verso il nostro sito, dal nostro sito, sul nostro sito: pagine più viste e meno viste, tempi di visita, pagine di arrivo dei visitatori. E’ evidente l’uso di buoni strumenti che aiutano a stilare queste statistiche, come pure è evidente l’importanza di studiarle con intelligenza mista ad un buon intuito. L’ultimo motivo - a conclusione dell’intero articolo - è di natura passionale, puramente passionale. E’ un divertimento incredibile poter sperimentare nuove tecniche e nuovi modi di disegnare il proprio sito, per studio o per semplice divertimento (appunto!). Quindi - almeno per me - vale la regola e, in genere, la filosofiaif you really want, then go for it.

I motivi di un redesign (Parte 1/2)

Perchè mai effettuare un redesign del proprio sito o del proprio blog? Perchè molti siti importanti effettuano il redesign periodicamente? E cosa significa ridisegnare un sito? E’ il tema di questo articolo in due puntate.In prima battuta conviene evidenziare che redesign non significa solo grafica e immagini e colori. Anche, ma non solo questo. Redesign significa toccare e modificare il codice, ridiscutere il layout, alcune scelte progettuali precise per adeguarle a quelle che sono nuove idee, nuove entry in fatto di contenuti o sezioni o moduli. Ho deciso di semplificare il più possibile un discorso che altrimenti sarebbe lungo e tecnico presentando ben 4 motivi per cui si decide di eseguire un redesign. Nella prima puntata si discute del refocusing: rivedere gli obiettivi del sito e adeguare layout, codice e grafica a tali nuovi goals.

Tim Berners-Lee, il papà di internet: rifiuterò abbonamenti a provider che controllano ciò che faccio in internet.

Il creatore del World Wide Web, Sir Tim Berners-Lee, ha affermato in un’intervista rilasciata alla BBC, che i consumatori devono essere protetti contro i sistemi che possono tracciare la loro attività su internet, ed ha ribadito che egli stesso rifiuterà sempre l’abbonamento con ISP che adottano metodologie di “tracciatura” dell’attività su internet dei propri clienti.

CyberStorm, simulazione di guerra cibernetica (Parte 2/2)

Nella seconda parte dell’articolo l’attenzione è posta a quel che può significare CyberStorm circa gli standard di cybersecurity, quindi quali possibili conseguenze per la ricerca in ambito di sicurezza informatica. Pur mancando di feedback ufficiali (poichè evidentemente le relazioni sono segrete) si avanzano alcune ipotesi, non troppo lontane dalla realtà.





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