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A spy story? - Alcuni server di Emule non funzionano più. e se fosse la vendetta di Mediadefender?
Si potrebbe definirla una battaglia tra pirati e spie, ma non è l’ennesimo film con Johnny Depp. Si tratta della guerra che sta arroventando la rete e gettando nel panico entrambe i fronti, da una parte gli irriducibili sostenitori del download, dall’altra i servizi a protezione dei diritti d’autore. Da qualche giorno, infatti, compaiono messaggi allarmati nei forum dedicati al software più usato e forse più longevo utilizzato da chi scarica gratuitamente film, canzoni, programmi e quant’altro: Emule. CHI L'HA VISTO? - Da sabato i 6 DonkeyServer, ovvero i server più frequentati e per questo più appetibili, risultano inutilizzabili. A lanciare l’allarme è lo stesso sito italiano di Emule, che ieri, disorientato, annuncia ufficialmente che questi server non indicizzano più i files, sconsigliando prudenzialmente di collegarvisi. Il rischio, per chi scarica, è sempre di collegarsi ad un server non sicuro, controllato, e quindi di essere individuato, motivo per cui, oltre a denunciare il l’improvviso annientamento di queste miniere virtuali, si rincorrono le varie soluzioni e consigli per non cadere in trappola e scaricare in sicurezza. L’incredulità però non manca, gli utenti si chiedono se sia un guasto passeggero, o come successe il settembre dello scorso anno una semplice manutenzione dei DonkeyServer, ma il timore è dichiarato. Già c’è che piange la morte dei servers abituali, paventando l’ennesimo sequestro, chi addirittura prepara il funerale al mulo. Gli utenti intanto si riversano su proposte alternative, facendo massa, proprio perché al di là della cautela nell’utilizzare fonti consigliate, la forza dell’esercito del download sta proprio nell’affollare gli stessi server, in modo da potenziarli. In molti addirittura ringraziano già , perché in questo modo si sarà spinti sempre più ad utilizzare la vera alternativa di Emule, la rete Kad, quella che, essendo senza server, dovrebbe porre fine alle interruzioni e consentire la definitiva evoluzione del peer to peer. 00WEB - Come dicevo, però nel panico non ci sono soltanto gli scaricatori, ma anche chi, dall’altra parte, lotta contro la pirateria. È il caso di Media Defender, la società incaricata dalle major internazionali e dalle autorità corrispondenti alla nostra SIAE di combattere la pirateria. Il sospetto che si sta insinuando negli adepti di Emule è che l'improvviso black out sia una risposta diretta all'evento che pochi giorni fa ha fatto tremare Mediadefender, quando un cospicuo pacchetto di e-mail interne, ben 700 Mbyte, è finito sulle reti del peer to peer, e successivamente in un sito web. Da questa corrispondenza riservata, che sicuramente riserverà non poche sorprese, è infatti possibile risalire ad una ghiotta serie di informazioni, che vanno dalle strategie utilizzate dai tecnici dell'antipirateria, alle indicazioni dei server spia utilizzati dalla società per controllare gli scambi di files. Per ora, sempre che i fatti siano collegati, chi pare farci la brutta figura sono questi agenti segreti clamorosamente messi alla berlina da qualche talpa. Certo è che da qualunque parte stia la ragione, o in che misura, non sembra per ora esserci soluzione di uscita da una situazione rigida, che vede da una parte i custodi dei diritti d'autore, dall'altra chi quei diritti vuole liberalizzarli. In mezzo, chi, come Francesco Biondi con il suo Love Gondola, cerca di guadagnarsi un po' di notorietà proponendo brani scaricabili liberamente, ma di dubbio successo.
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